Zoran Mušič, l’ultimo ma non l’ultimo

Zoran Mušič nel 1995

Zoran Mušič nel 1995

La tua pittura ricorda molto Mušič, lo conosci?— —mmm no… Mai sentito, lo ammisi. Che c’era di male, ero lì per imparare. L’osservazione e la domanda me la fece infatti il compianto Giulietti, mio professore di pittura all’Accademia. Si era alla metà degli anni novanta, pressoché impossibile “googlare”, dunque via per biblioteche, dalla Nazionale al Museo Pecci. Facile intuire che fu per me una bella scoperta, anzi, fondamentale. Veramente esisteva un pittore con un modo di dipingere che si confaceva quasi totalmente con la mia visione di pittura. Stile, possiamo dire. Turner certo, e Redon e Rothko. Afro e gli altri italiani degli anni sessanta. Prima ancora Ottone Rosai, poi soprattutto la pittura rupestre: queste le mie fonti di ispirazione, da sempre. Ma di colpo mi accorsi di essere vicino alla ricerca di questo grande artista sloveno/italiano/austro-ungarico (o quel che era) che in qualche modo le racchiudeva tutte. Vicino nella ricerca sempre in bilico tra figurazione paesistica e urgenza informale. Il top, per me.


Anton Zoran Mušič, pittore e incisore nato a Boccavizza, nel goriziano nel 1909. Allora impero asburgico, poi regno d’Italia, oggi Slovenia. Composizione multietnica a dir poco la sua, incrementata dal girovagare per l’Europa spesso per sfuggire alle guerre di turno. Capita anche a Dachau, non certo in visita. Di questo periodo sono i disegni crudi e strazianti, tra i più significativi sull’Olocausto, che molti anni dopo riprenderà rievocandone l’orrore in una serie di dipinti che chiamerà Non siamo gli ultimi.

anton-zoran-music-matricola-numero-128231-a-dachau-non-siamo-gli-ultimi

Non siamo gli ultimi, 1970

Conosciuto anche come “il pittore dei cavallini”, Mušič attraversa il corso del novecento con molti stili approdando, negli anni cinquanta/sessanta, ad un sofisticato e personalissimo tipo di informale, naturalistico potremmo dire, che è quello cui mi sento più vicino. Natura trasfigurata in tocchi (pochi) e colori (pochissimi) uniti a formare sfumature (molte) e toni (moltissimi) di luce di una poesia unica, intensa, delicata e molto molto malinconica. Natura Naturans, mi verrebbe da dire.

rev19062(1)-ori

Cavallini, 1949

Poesia che rimane ancorata alla realtà vera, anche dopo l’adesione all’informale puro che poi puro non diventerà mai perché manterrà sempre vivo l’attaccamento e la passione per l’elemento tangibile, terreno, materico, appunto vero.

suite-byzantineII

Suite Byzantine II, 1959, olio su tela

ventoesole

Vento e Sole, 1958, olio su tela

suite_byzantineIV

Suite Byzantine IV, 1959, olio su tela

chiuso_primitivo

Chiuso Primitivo, 1961, olio su tela

Paysage Rocheaux

Paysage Rocheaux, 1977, olio su tela

(ho messo qualche foto in più, tratte dal mio archivio, perché del periodo informale non si trova granché su Internet. Googlare anche a distanza di venti anni resta difficile per me…)

Terre, Suite Byzantine, Terres adriatiques, Vento e sole, Motivi dalmati: questi i titoli. Macchie e terre bruciate, aranci incandescenti, macrovisioni, evanescenze o visioni dall’alto. Pittura fatta di accenni la sua, di sottrazioni, di indugi, di rapporti cromatici curatissimi, facendo emergere solo ciò che vale la pena di mostrare. Di Mušič ho amato, da subito, la sincerità dell’opera: semplice, intima, minimale, senza spettacolarizzazioni di sorta. Merita di diritto un posto di privilegio nell’arte del novecento.


Per finire e per capire, giusto tre dei miei dipinti prima che venissi a conoscenza dell’opera di Mušič:

Senza titolo 13, 1995

Senza titolo 13, 1995, acrilico su carta da scenografi

Senza titolo 12

Senza titolo 12, 1995, acrilico su carta da scenografi

1996-2

Untitled 7, 1996, acrilico su carta da scenografi

Raffaele Boni 2015

Annunci

2 pensieri su “Zoran Mušič, l’ultimo ma non l’ultimo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...