Cremona, scapigliato e Tranquillo

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Parlo degli artisti che amo. Non sono pochi a dire il vero, il che fa sì che questo blog vada avanti ancora un po’. Ma quella ristretta cerchia di artisti che amo particolarmente, sia per affinità tecniche che di linguaggionon sono moltissimi. Da questi ho iniziato a scrivere e da questi non posso dunque escludere Tranquillo Cremona. Quando dico affinità tecniche e di linguaggio, intendo chiaramente la ricerca ostinata di uno stile pittorico indefinito o che tende all’indefinitezza, volto ad esplorare gli effetti di luce che avvolgono la materia. Tutta la materia. Il che inevitabilmente mi fa sempre propendere per (o partire da) un periodo storico in particolare: il Romanticismo, e suoi derivati.


Tranquillo Cremona (Pavia, 1837 – Milano, 1878), è uno degli esponenti di spicco, insieme a Daniele Ranzoni e Giuseppe Grandi, del movimento lombardo che prende il nome di Scapigliatura – in pratica il corrispettivo italiano del francese Bohème  che prima ancora che nelle arti figurative si era manifestato in ambiente letterario con Cletto Arrighi, Arrigo Boito, Carlo Dossi e altri accomunati oltre che da amicizia, da un’ostentata ribellione alle convenzioni del mondo borghese, dalla volontà di sovvertire le regole rigidissime dell’accademia dell’epoca e da un certo gusto per la trasgressione provocatoria e scandalosa, anche nei comportamenti sociali.

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High life, 1877, acquarello su carta

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L’Edera, 1878, olio su tela

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Attrazione, 1874, olio su tela

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Primo amore o L’amore, 1872, olio su tela

Vaporosa e sfatta, la pittura del Cremona affascina per languore e delicatezza spinta fin quasi allo stucchevole, morbidissima nel confondere le figure talvolta irriconoscibili in un ambiente anch’esso intangibile e inondato di luce (anticipando un concetto che sarà ripreso in scultura da Medardo Rosso, del quale ho già parlato). Accantona del tutto i temi cari al romanticismo italiano (il paesaggio e la Storia) per concentrarsi esclusivamente sulla figura umana, unica protagonista, con una carica di sensualità innovativa e provocatoria. Scene di vita borghese, giovinezza un po’ acerba e turbamenti d’amore: i colori si accavallano e si fondono in una delicata armonia, studiatissima e fascinosa.

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Melodia, 1874, olio su tela

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In ascolto, 1874, olio su tela

Vibrazioni. Densità di colore e rarefazioni. Toni soavi e ineffabili, pennellate filamentose e sporche che evocano e non rappresentano, tocchi leggeri che segnano senz’altro il raggiunto traguardo dell’indefinita suggestione che trasmette la musica e che danno, per questo, anche l’idea di un fremito intimo, compassato e malinconico. Di lui l’amico scapigliato Carlo Dossi dirà: — Studiano gli scienziati il modo d’immagazzinare il sole. Io dico loro: guardate i quadri di Tranquillo Cremona. —

Raffaele Boni 2106

 

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3 pensieri su “Cremona, scapigliato e Tranquillo

  1. Non conoscevo affatto questo pittore. E’ meraviglioso. Grazie davvero.
    Bisogna essere dei maestri per saper dipingere in maniera così indistinta e soave e allo stesso tempo così precisa. I personaggi sembrano avere un movimento. I sorrisi sembrano accendersi. Questa è vera Arte.

    Piace a 1 persona

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