A me mi piace Marino Marini

marini marino.jpgNon importa essere grandissimi intenditori d’arte per apprezzare i grandissimi artisti. Perché, in quanto grandissimi, pensano a tutto loro. Riescono a farci emozionare con poco, con pochi gesti, con minime azioni ma sempre di fondamentale importanza; sempre minimi scarti, ma mirati e determinanti. Del resto, la grandezza del genio si misura nella sua semplicità. Sempre. Una cosa che mi preme precisare inoltre è questo: al grande artista non interessa nulla in realtà, non gli interessano i soggetti, non fanno grande differenza tra un tema piuttosto che un altro. A loro interessa sempre il come questi temi o soggetti vengano affrontati e come vengano rappresentati. Proprio quello che diceva Céline: — di storie ne esistono di infinite e chiunque può inventarne di nuove, è lo stile quello che conta —. E di stile Marino Marini ne aveva da vendere.


Stile che si era costruito attraverso un percorso di ricerca molto passionale, nel senso non di passione sua (certo anche sì) ma di linguaggio originale volto alla rappresentazione delle ansie dell’uomo, delle incapacità umane. Questo in scultura ma anche in pittura, perché Marino Marini è uno dei pochissimi pittori-scultori di cui mi piacciono entrambe ed in egual modo le tecniche.

Nell’arte di Marini vengono individuati quattro temi principali: le Pomone, i Cavalli e Cavalieri, il mondo del circo e del teatro e i Ritratti. Il tema che facilmente si individua, che lui ha trattato di più e con maggiore intensità, e che tutti conoscono, è quello del Cavaliere. Cavaliere visto come vero e proprio simbolo tragico dell’essere umano, incapace di gestirsi e di gestire la natura. Quello che adotta Marino Marini è un espressionismo potremmo dire forzato; inesorabilmente espressionista perché espressionista è ormai diventato il mondo che lo circonda, come ebbe a dire lui stesso. Forme drammatiche – e dinamiche – che si sconvolgono e si contorcono sempre più. Che esprimono ogni volta, per gradi di opera in opera, sempre più equilibrio precario, sempre più tragicità, sempre più ansia di vivere.

MarinoMarini_Cavaliere_1945.jpg

Cavaliere, 1945

1950-piccolo-cavaliere.jpg

Piccolo Cavaliere, 1950

1950-il-trovatore.jpg

Il Trovatore, 1950

E poi le Pomone, deliziose figure femminili facenti riferimento alla dea etrusca della fertilità. E il mondo del circo e del teatro, dove Marini raffigura in modo ambiguo e potente figure gioiose e festanti, e le assurge a simbolo della precarietà, metafora dell’umanità sempre in bilico tra bene e male, vita e morte.

1941-Pomona-marino-marini.jpg

Pomona, 1941

1950-Ritratto-di-Monique-marino-marini.jpg

Ritratto di Monique, 1950

742.jpg

Le Tre Grazie, 1945

Il tutto sempre e comunque raggiunto mantenendo quell’eleganza di tratto, di tecnica, di stile appunto, tipica di chi è nato e ha nel sangue la immensa tradizione italiana – e soprattutto toscana, etrusca – per il bello. Ci potrebbe bastare di ammirare queste opere, nonostante esprimano il massimo di drammaticità, anche solo per la loro bellezza. Perché sono belle e armoniose le pitture e le sculture di Marino Marini, belle e proporzionate, aggraziate e profonde, eseguite con maestria unica sempre in bilico tra tradizione e modernità, con valori plastici e coloristici come poche altre nel panorama mondiale della pittura e scultura di tutti i tempi.

(Consiglio la visita al Museo Marino Marini di Firenze o alla Fondazione Marino Marini di Pistoia, ammesso che uno riesca a far coincidere i proprio orari con quelli ristrettissimi di questi musei…).

Raffaele Boni 2016

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...